Statuto
Quattro regole
in croce
Usiamo le piattaforme per far arrivare i libri ai lettori, e rifiutiamo il prezzo che chiedono in cambio: la faccia, la vita privata, il personaggio.
Al centro non c'è una persona: c'è un testo. Si risponde a tutti, sempre, e non si mostra nessuno.
C'è anche una regola zero: non conta niente, è qui solo per far numero. Le altre quattro, invece, contano.
- Anonimato, per sempre. Niente firme, niente facce. Niente foto, niente voce, niente video, niente festival. Nessuna biografia inventata: al posto della biografia, il vuoto, dichiarato. Non c'è un «dopo» in cui si esce allo scoperto.
- Solo libri con un'architettura. Non basta una bella frase: serve una struttura pensata prima, una voce tenuta per tutto il libro. Si entra con un progetto, non con un'idea. Se in un anno non c'è niente all'altezza, in quell'anno non esce niente.
- Metodo pubblico. Si dichiara come è nato il libro: fonti, interviste, verifiche, e cosa si è scelto di non scrivere. Sui temi di salute, la conformità alle linee guida è documentata.
- Si risponde per iscritto, sempre. È l'unica promessa di questo statuto che si può smentire con i fatti. Per questo è quella che conta.
In cambio
Che cosa danno
le Officine
- Un nome che protegge te e le persone che racconti.
- Un collettivo visibile che non ti chiede di essere visibile.
- La cura del testo: struttura, revisione, verifica delle fonti.
- Copertine, impaginazione, pubblicazione, campagna.
- Un pubblico che è lì per i testi, e che quindi resta.