Officine Narrative Cremonesi
Officina di parole.
Ingresso sul retro.
Facciamo libri e li firmiamo con nomi che non corrispondono a volti non li firmiamo: siamo un collettivo, e un collettivo non ha una faccia sola. Il pezzo esce dalla porta; chi l'ha fatto resta in bottega, dove c'è più ordine.
A Cremona il nome di chi costruisce un violino sta su un foglietto di carta incollato dentro la cassa, al buio. Per leggerlo devi storcere l'occhio dentro la effe, e quasi nessuno lo fa. Il violino, intanto, suona lo stesso.
Facciamo i libri con la stessa idea. Conta il libro, non la faccia di chi l'ha scritto. Non è una battaglia: è comodo, ed è più onesto di tante vite messe in vetrina.
In mano al lettore mettiamo una cosa sola: delle parole. Si controllano riga per riga, e diciamo su quali fonti le abbiamo controllate.
01
La bottega
Chi siamo e come lavoriamo: perché non firmiamo, e perché la macchina la usiamo e lo diciamo.
Entra02
Lo statuto
Quattro regole in croce, più una regola zero che non conta niente. Tutto quello che promettiamo.
Leggi03
Il catalogo
I libri delle Officine, in collana numerata. E i libri che passano di qui firmati con un nome proprio.
SfogliaIl catalogo
I libri delle Officine
Firmati dal collettivo e da nessun altro, in collana numerata: ogni libro porta una sigla, un numero e un genere. Poi ci sono i libri che passano da qui senza firmare con noi — nome proprio, veste propria, tutti alla pagina I nomi.
ONC 01 Esperimenti
In preparazioneLa forma delle parole
Officine Narrative Cremonesi · dodici racconti
Un uomo, una cascata, una farfalla. La stessa scena, dodici volte, e ogni volta una struttura diversa la plasma: la successione di Fibonacci, la fuga di Bach, la dodecafonia.
Si legge come dodici variazioni. Si rilegge come dodici partiture.
La struttura non è un ornamento: è la sostanza. Ogni racconto è la sua forma — tolta quella, non resta una versione più semplice della stessa cosa. Non resta niente.
Con dodici diagrammi.
ONC 02 Noir
In preparazioneScelte
Officine Narrative Cremonesi · dieci racconti
Dieci persone comuni. La stessa notte. Lo stesso istante: le 23:59:59 della vigilia di Capodanno. Per proteggere qualcuno che amano, ognuna deve infrangere un comandamento.
Dieci racconti in prima persona che corrono in parallelo e convergono in un solo secondo.
Tutti hanno salvato qualcosa. Nessuno è rimasto innocente.
Il banco libero
Un'officina, non una firma
Officine è al plurale per un motivo: in una bottega, col tempo, lavora più di uno. Chi vuole scrivere alle nostre condizioni — faccia fuori, fonti dichiarate, persone protette — trova un banco libero.
Non chiediamo chi sei, e non lo chiederemo mai. Rispondiamo a tutti entro un mese.